Verbale del Consiglio Parrocchiale dell’Unità Pastorale S. Orso/Porossan

Verbale del Consiglio Parrocchiale dell’Unità Pastorale S. Orso/Porossan

12/05/2025

Venerdì 07 febbraio 2025, alle ore 18.00 si riunisce in oratorio il Consiglio dell’Unità Parrocchiale di Sant’Orso e Porossan.

Presenti: Caputo Vincenzo, Cheillon Eleonora, Musso Liliana, Cubeddu Severino, Menei Adriano, Monetti Caterina, Marrone Grazia, Gadin Michel, Proli Marcello, Vaccari Marco, Tellatin Claudio, Castellani Arturo, Pellissier Andretta, Coquillard Vanda, Ours Valter, Folco Valerio, Gaggini, Cristina, Suor Augusta e Suor Gabriella. Assenti: Venezia Manuela, Bianchi Danila e Logozzo Mariangela

Partecipanti i collaboratori di Don Aldo: Don Gianni e Don Ignace.

Presiede il parroco: Don Aldo Armellin.

Dopo la preghiera, prende la parola Don Aldo: Il nostro lavoro vuole essere conclusivo della prima parte del cammino sinodale della Chiesa italiana, voluto da Papa Francesco. La chiesa vive un cambiamento epocale, e la chiesa italiana è chiamata a partecipare a questo cambiamento. Il Sinodo vuole fare un bilancio della realtà che ci circonda, per guardare al futuro con speranza, non con nostalgia, perché il Signore cammina davanti a noi. Si tratta di vedere quali cambiamenti si possono apportare alla chiesa in una società tanto cambiata per rimanere fedeli al vangelo e seguirlo nelle scelte fondamentali della vita: affetti, sessualità, denaro, lavoro, tempo libero, scelta della famiglia.. La Parola di Dio interpella ciascuno e ci chiama tutti a conversione.
Stasera esaminiamo i risultati emersi dai tre tavoli di lavoro dell’assemblea parrocchiale di lunedì 27 gennaio 2025 su 3 temi relativi alla vita cristiana: liturgia – formazione – corresponsabilità dei laici.
Nel dare la parola ai partecipanti, don Aldo invita a seguire il metodo della “conversazione nello spirito”, e richiede di saper ascoltare e valutare lasciandosi guidare dalla luce dello Spirito, nel rispetto delle opinioni degli altri.
Cominciamo ad esprimere un solo pensiero riguardo a quanto è emerso nell’assemblea parrocchiale.
Il primo intervento riguarda la proposta per la comunità parrocchiale di essere animata dalla capacità di condividere e dell’accoglienza fraterna di tutti: E’ importante lo spirito di condivisione non solo tra i partecipanti alla vita della comunità, ma anche tra credenti e non credenti, dai quali abbiamo anche da imparare. Come si può gettare un ponte, per coinvolgerli? Viene poi fatto notare l’importanza di condividere le attività e i servizi all’interno della comunità e insieme la difficoltà di realizzarla attivamente, come si può fare?
Il discorso si sposta poi sulla scarsa partecipazione alla messa e su come si possa fare per attrarre le persone, grandi e piccoli, all’incontro con il Signore.
Si fa notare che, se uno ha nel cuore la chiamata di Gesù, viene a messa spontaneamente, altrimenti è impossibile far sentire questo richiamo. Non funzionano le varie strategie.
Spesso poi l’invito ad andare a messa suscita ostilità.
Per questo si ritiene di dover agire sulle famiglie, perché comprendano l’importanza di introdurre i figli alla vita della chiesa fin dai primi anni di vita. Si propone anche di curare molto le celebrazioni per far gustare la bellezza della liturgia; introdurre anche riti antichi come le Candelore o le Benedizioni della gola, che sono coinvolgenti e portano la sacralità.
Per coinvolgere i bambini e i loro genitori, si potrebbe invitare gli adulti per spiegare loro quello che faranno i ragazzi.

  • Ci si chiede anche se, invece di far capire la messa, sarebbe conveniente che noi vivessimo bene la messa. Chi c’è vicino vede il mistero celebrato, non si spiega. Ritorna più volte l’importanza della testimonianza per “contagiare” gli altri. La testimonianza è più importante delle parole. Vivere la vita cristiana può essere attraente, e può convertire qualcuno alla vita di fede. Dare sempre l’esempio dove e quando si può. Testimoniare la vita cristiana: magari qualcuno ci prova! Non scoraggiarsi.

Mons. Anfossi, in un’intervista, sostiene che, in questa società secolarizzata, sarebbe importante che qualcuno insegnasse ai bambini, fin dai primi anni, a pregare Gesù e lo Spirito e facesse conoscere loro la parola di Gesù.
La bellezza del vangelo può essere gustata da loro. Questo è importante perché oggi pochi genitori e nonni portano i bambini a messa.
Anche per gli adulti è importante leggere e meditare le Scritture. Si pensa che i Cristiani non le conoscono abbastanza, specie la Bibbia.
Riprende la parola don Aldo.
La liturgia per la vita cristiana è importante, ma non è tutto. la fede autentica diventa cultura, modo di vivere, capacità di relazionarsi, di trovare valori comuni con le altre religioni.
Dovremmo aprirci a dimensioni più grandi, alla mondialità, aprire i nostri orizzonti. I valori umani possono essere condivisi con altre fedi e con i non credenti.
La vera vita cristiana è una vita pienamente umana che conduce a scelte coerenti con la parola di Dio.
Per essere cristiani non basta andare a messa.

  • Per i piccoli la messa è noiosa, non ne possono afferrare la bellezza, fanno fatica a percepire una Presenza. Se, però, vedono il papà e la mamma che seguono con interesse, capiscono che è importante. Bisogna puntare sugli adulti.
  • E’ giusto dire che le letture, i canti, il suono dell’organo, sono importanti, però le forze sono venute meno. Nessuno vuole studiare l’organo. Per una scuola di canto non c’è tempo.
  • I lettori devono essere formati.
  • L’assemblea che canta dovrebbe essere guidata.
  • Quando si fa formazione, anche di qualità (liturgia), non partecipa quasi nessuno.
  • Parola di Dio, Eucaristia, Comunità.
    Dobbiamo fare scelte concrete su questi tre aspetti. Fare un lavoro concreto a partire dalla nostra comunità.
    E’ tutto urgente perché, in questa società secolarizzata, non solo non c’è la fede, ma non si distingue più tra bene e male; educare i figli diventa difficilissimo, ci si sente soli.

Dopo aver ascoltato tutti i contributi di riflessione la riunione si chiude alle ore 19.45.

Ritorna più volte l’importanza della testimonianza per “contagiare” gli altri. La testimonianza è più importante delle parole. Vivere la vita cristiana può essere attraente, e può convertire qualcuno alla vita di fede. Dare sempre l’esempio dove e quando si può. Testimoniare la vita cristiana: magari qualcuno ci prova! Non scoraggiarsi.
Mons. Anfossi, in un’intervista, sostiene che, in questa società secolarizzata, sarebbe importante che qualcuno insegnasse ai bambini, fin dai primi anni, a pregare Gesù e lo Spirito e facesse conoscere loro la parola di Gesù.
La bellezza del vangelo può essere gustata da loro. Questo è importante perché oggi pochi genitori e nonni portano i bambini a messa.
Anche per gli adulti è importante leggere e meditare le Scritture. Si pensa che i Cristiani non le conoscono abbastanza, specie la Bibbia.
Riprende la parola don Aldo.
La liturgia per la vita cristiana è importante, ma non è tutto. la fede autentica diventa cultura, modo di vivere, capacità di relazionarsi, di trovare valori comuni con le altre religioni.
Dovremmo aprirci a dimensioni più grandi, alla mondialità, aprire i nostri orizzonti. I valori umani possono essere condivisi con altre fedi e con i non credenti.
La vera vita cristiana è una vita pienamente umana che conduce a scelte coerenti con la parola di Dio.
Per essere cristiani non basta andare a messa.

  • Per i piccoli la messa è noiosa, non ne possono afferrare la bellezza, fanno fatica a percepire una Presenza. Se, però, vedono il papà e la mamma che seguono con interesse, capiscono che è importante. Bisogna puntare sugli adulti.
  • E’ giusto dire che le letture, i canti, il suono dell’organo, sono importanti, però le forze sono venute meno. Nessuno vuole studiare l’organo. Per una scuola di canto non c’è tempo.
  • I lettori devono essere formati.
  • L’assemblea che canta dovrebbe essere guidata.
  • Quando si fa formazione, anche di qualità (liturgia), non partecipa quasi nessuno.
  • Parola di Dio, Eucaristia, Comunità.
    Dobbiamo fare scelte concrete su questi tre aspetti. Fare un lavoro concreto a partire dalla nostra comunità.
    E’ tutto urgente perché, in questa società secolarizzata, non solo non c’è la fede, ma non si distingue più tra bene e male; educare i figli diventa difficilissimo, ci si sente soli.

Dopo aver ascoltato tutti i contributi di riflessione la riunione si chiude alle ore 19.45.