
Un po' di storia
La chiesa dei Santi Pietro e Orso
Fu edificata a ridosso dell’anno mille per volere del Vescovo Anselmo e appartenne al Capitolo della Cattedrale fino al 1132, quando i canonici rivendicarono la loro indipendenza ed iniziarono la vita regolare monastica, seguendo la regola di Sant’Agostino.
La chiesa mantiene ancora buona parte della sua struttura romanica, ma venne rimaneggiata nel XV° secolo dal Priore Georges de Challant che fece tamponare il campanile presente nella facciata e lo trasferì nella torre difensiva antistante, facendolo diventare il campanile romanico più bello della Valle d’Aosta. In facciata fece aggiungere l’imponente ghimberga gotica ed i pinnacoli presenti sul tetto, oltre alle due edicole col ritratto dei santi Pietro e Orso. All’interno volle aggiungere le volte gotiche con lo stemma di famiglia in chiave di volta, ma conservando la copertura a capriate della fase romanica sopra la nuova struttura, salvaguardando così la parte superiore degli affreschi romanici. Un comodo percorso consente ancora oggi di addentrarsi nella chiesa del secolo XI° e ammirare un importante esempio di pittura di inizio dello stesso secolo.
Sono degni di nota anche la cripta romanica, suddivisa in cinque navate e sorretta da dodici colonne di reimpiego romano, il coro ligneo del XV° secolo con figure di apostoli e profeti, le misericordie con una serie di figure umane e animali che simboleggiano i vizi e le virtù dell’uomo. Il coro, realizzato in noce da Janin Brayes, mostra una raffinatezza simile ad un ricamo, visibile anche negli arredi gotici e tardo gotici presenti in alcuni castelli valdostani.
Sul coro, davanti all’altare, è stato rinvenuto durante uno scavo archeologico un mosaico coevo al chiostro, con Sansone che uccide il leone al centro ed un palindromo che sviluppa in cerchio il “SATOR” o quadrato magico.
L’intervento barocco vide il posizionamento dell’altare in marmo policromo sul coro, dello jubé, di una cancellata in marmo che separa il presbiterio dalla zona dei fedeli e, alla fine del XVIII° secolo, la marmorizzazione delle colonne romaniche, dipinte a finto marmo con la tecnica del trompe l’oeil.
Sant’Orso: storia e culto del santo patrono
Vissuto, secondo la tradizione, nell’alto medioevo, Sant’Orso muore il 1° febbraio di un anno imprecisato della prima metà del VI secolo. Considerato arcidiacono della Cattedrale di Aosta, si dedica al culto liturgico e alla cura delle anime presso l’antico complesso di paleocristiano collocato fuori dalle mura della città romana, nucleo attorno al quale, nel medioevo, sorgerà il Borgo di Sant’Orso (oggi Via Sant’Anselmo e Via Porta Pretoria): quasi una città nella città, dotata anche di propri rappresentanti istituzionali (sindaci).
L’iconografia ufficiale lo ritrae in abiti sacerdotali, con il bastone da arcidiacono, la Bibbia tra le mani e, sulla spalla, un uccellino: secondo la tradizione egli infatti era solito lasciare una parte del raccolto sui campi a beneficio delle piccole creature del cielo con le quali aveva la capacità di dialogare, così come con altre realtà (in particolare, l’acqua).
La Vita Sancti Ursi del XII secolo lo descrive come un uomo retto, giusto, animato dalla carità e capace di compiere guarigioni miracolose. La sua bontà, soprattutto verso i poveri, si esplicava realizzando calzature di legno (i cosiddetti sabots) che donava a chi ne avesse bisogno. Da questo atto di carità deriverebbe la Fiera di Sant’Orso che si svolge ogni anno, il 30 e 31 gennaio, nelle vie della città di Aosta e che, rappresenta, oggi, il principale evento artigianale e commerciale dell’artigianato valdostano.
Il culto liturgico e la devozione per Sant’Orso, nei secoli, crescono di importanza e, di riflesso, anche la chiesa in cui egli ha esercitato il suo ministero acquisisce sempre un maggior rilievo nella società e nelle istituzioni del tempo.
Visite guidate
L’Associazione culturale Mirabilia, dal 2019, si occupa della gestione del complesso monumentale di Sant’Orso attraverso l custodia del sito e l’organizzazione, a cura di guide turistiche professioniste, di visite e di eventi e iniziative finalizzati alla valorizzazione del sito e dei suoi tesori.