Il chiostro di Sant’Orso

Un po’ di storia della collegiata

Il chiostro di Sant’Orso

Un’oasi di pace nel cuore della Roma delle Alpi.

Fatto costruire dai Canonici della Collegiata dei Santi Pietro e Orso nel 1132, quando iniziarono a seguire la regola di Sant’Agostino, il chiostro di Sant’Orso si compone di 40 colonne e 40 capitelli istoriati con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, oltre a elementi vegetali, vite di santi e un capitello a soggetto profano.

Costruito con l’impiego di materiali diversificati, il travertino per gli archetti, il marmo bardiglio per le colonne ed il marmo bianco per i capitelli, il chiostro ha subito alcuni rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Il Priore Georges de Challant fa aggiungere le volte gotiche senza demolire il chiostro, permettendoci di ammirare ancora oggi questo capolavoro di arte romanica. Verosimilmente nel XVI° secolo i capitelli sono stati verniciati di nero, probabilmente per simboleggiare la penitenza.

Tra i capitelli di maggior rilievo si possono annoverare: il capitello che reca la data del “1133 Anno Ab Incarnatione Domini”, testimonianza dell’introduzione della vita regolare monastica da parte di Papa Innocenzo II, con la bolla papale del 19 novembre, ed il capitello con scene della vita di Sant’Orso con la rievocazione del miracolo della fonte, quando il santo, toccando una roccia con un bastone fece scaturire una sorgente d’acqua, in un periodo di siccità. 

L’importanza del Chiostro di Sant’Orso è dovuta, oltre alla datazione e alla manifattura, anche dalla presenza limitata di chiostri analoghi in Italia: Monreale e Cefalù in Sicilia. 

Visite guidate

L’Associazione culturale Mirabilia, dal 2019, si occupa della gestione del complesso monumentale di Sant’Orso attraverso l custodia del sito e l’organizzazione, a cura di guide turistiche professioniste, di visite e di eventi e iniziative finalizzati alla valorizzazione del sito e dei suoi tesori.